Susanna's profileIL MIO SPAZIO ASIMMETRIC...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 15 Doppio Ritratto_ GiorgioneMi sono innamorata di questa figura sfuocata. Ha il volto perso in un volo dolcissimo e malinconico, è commosso da un'arancia. E' l'amore di Pigmalione, il mio, per il Doppio ritratto di Giorgione "Gli oggetti son cose che non dovrebbero commuovere, poichè non sono vive. Ce ne si serve, li si rimette a posto, si vive in mezzo ad essi: sono utili,niente di più. E a me, mi commuovono, è insopportabile.Ho paura di venire in contatto con essi proprio come se fossero bestie vive." J-P Sartre, La Nausea January 29 ..i delirii sono solo retrospettivi.. Da un libro che tutti dovrebbero leggere: Malgrado le difficoltà della mia vicenda,malgrado i disagi,i dubbi, le angosce, malgrado il desiderio di uscirne fuori,dentro di me non smetto di affermare l'amore come un valore. Ascolto tutti gli argomenti che i sistemi più disparati adoperano per demistificare,limitare,cancellare,in poche parole svilire l'amore, ma mi ostino:" Sì certo ,lo so, però...". Questa caparbietà è la protesta d'amore:dietro il coro delle "buone ragioni" per amare diversamente, per amare meglio, per amare senza essere innamorati,ecc, si fa udire una voce caparbia che dura un pò più a lungo. November 30 L'equilibrio degli squali_ Caterina Bonvicini_ed Garzanti"Il maschio per tener ferma la compagna, la morde. Cioè pianta i suoi tremila denti nella carne. [...]. NON a caso la natura ha dotato le femmine di una pelle più spessa.Per loro l'amore dev'essere un'esperienza parecchio dolorosa.Ma non spaventarti, Sofia.DOpotutto anche a te la natura ha dato una pelle più spessa."
"Una frase banale è sempre minacciosa.E' l'equivalente di una storia scritta per un pubblico che vuole sapere subito come va a finire, e non ama essere disorientato.E' impossibile toglierle quel potere di suggestione,la banalità è evocativa quanto la poesia.SOlo che la poesia apre a nuove associazioni,mentre la banalità si chiude su un riconoscimento.E tutto finisce lì"
"Sylvia Plath prima di infilare la testa nel fornoha messo sotto la porta della camera dei bambini un paio di asciugamani bagnati e ha aperto la finestra della loro camera.[...] Ha appoggiato vicino al letto di Frieda e Nicholas del latte e del pane.Se per caso avevano fame,se per caso avevano sete. Ha distrutto la loro vita,ma non voleva che avessero nè fame nè sete"
"Lei aveva la poesia:era quella la sua meta, la sua avventura colta e selvaggia."
"Non sono riuscita a vivere una volta. NOn sono riuscita a morire una volta. Adesso ho un rispetto più completo per ogni fallimento. Non sono riuscita a scrivere tante volte e non mi sono mai stupita:evidentemente come scrittrice sono più matura."
Equilibrio Precario_scultura di Tiziana Felicioni
November 24 Discorso agli artistiOctober 26 M'arte MIcrò Alfabeti e Viaggi Policromi: Gabriella Kuruvilla
Susanna Merlini 25ottobre-16novembre (ven sab dom 15.30-19.30) June 24 Jonathan Yeo_un Arcimboldi contemporaneo e molto trasgressivo_SI PUO' DIPINGERE OGNI COSA,BASTA SOLTANTO VEDERLA_giorgio morandi
Giuseppe Arcimboldi (1573):La primavera Jonathan Yeo(2008): Portrait of Lucian Freud from private part
(collage con foto di nudi)
Jonathan Yeo: Deckchair
(collage con foto di nudi)
Al giorno d'oggi l'immaginazione visiva della gente è più sofisticata,più sviluppata,
tanto che ora puoi fare una foto che suggerisce solo un piccolo qualcosa,
poi di essa si può fare davvero ciò che si vuole
Robert Doisneau
June 08 OGNI COSA è ILLUMINATA_film_Poetico come il favoloso mondo di amelie e profondo come Il Pianista. Meno comico di Train de Vie.Meno tragico di SChindler's List.
Una patata triste in mezzo ad un piatto. Un cane che si schianta sul frigorifero. Una casa in un prato di girasoli. Scatole e scatole polverose. Buste di plastica appese ad una parete.
LEi Collezionista di un passato che non si riesce a dimenticare. LUi Collezionista di un presente che non si vuole dimenticare.
C'è chi fugge da ciò che era e chi cerca ciò che è. Una colonna sonora di musiche ebraiche e una fotografia sorprendenti.
ASSOLUTAMENTE DA VEDERE.
June 04 IL VENTO FA IL SUO GIRO_di Giorgi Dirittilasciatemi dire la mia, almeno su questo blog. Lasciate ad una profana di cinematografia l' opinione amara su un film amaro. Il vento fa il suo giro, 2005, di giorgio diritti. Realizzzato con pochi soldi, ambientato in una valle piemontese. Occitano con sottotitoli in italiano. Iper apprezzato dalla critica, elogi sperticati di gente commossa. Philippe francese sceglie di lasciare tutto e di andare ad allevare capre e a produrre formaggio in un paese di vecchi, con la moglie e tre figli. La tematica del diverso accolto poi rifiutato. La tematica di colui che abbandona tutto per seguire quello che realmente vuole fare nella vita. VAghi echi di vita new age e di attenzioni ecologiche. In tutte le recensioni che ho letto nessuno sembra cogliere un aspetto sconcertante di questo film: l'assoluto pessimismo! Tra panorami splendidi, belle parole e scene di vita agreste emerge l'ipocrisia umana più totale, la cattiveria dell'uomo che contrasta con ogni religione, il desiderio di vendetta, di prevaricazione, il destino che porta ogni uomo alla distruzione! Questo film è la storia di un fallimento. Un film di falliti, in cui nessuno esce vincitore. Ricorda un pò "Il signore delle Mosche", dove tutte le premesse per una vita felice, ma più che felice idilliaca, conducono in realtà alla disgregazione degli individui. Un film corale dicono! Un film su una comunità ipocrita che finge di piangere la morte del matto del paese da sempre isolato. NOn riesco a condividere le opinioni positive: ci sono personaggi senza nessun tipo di spessore (la moglie di Philippe),personaggi che non arrivano ad un dunque:ma maria che leggeva sempre alla fine fallisce pure lei?; storie piazzate lì a caso: ma il musicista è innamorato di lei?; dialoghi lunghissimi alternati a infinite vedute aeree; non un finale, ma tre o quattro punti in cui dici "e mandiamoli sti titoli di coda!". Bella la fotografia, ma manca la poesia (rispetto a un film come l'albero degli zoccoli). NOn ho mai visto un film così triste: il vento fa il suo giro, tutto ritorna al punto di partenza..non c'è possibilità di costruire, di procedere, di andare avanti, di migliorare. E io..non condivido. Trovo innovativo solo un aspetto: il modo in cui si sfata l'idea di vita bucolica e isolata. Molte pellicole rappresentano il manager bastardo, la città caotica in cui ti perdi, la donna in carriera ipocrita. Ma la vecchina bastarda non la racconta nessuno!!!La donna che mentre impasta genuinamente gli gnocchi sparla e ti denuncia alle autorità c'è solo in questo film. Il paesino che ti distrugge esiste... e questo film lo raccconta. La città senza valori e senza comunità rende liberi di scegliere i prorpri personali valori, perchè ogni valore è accettato. La comunità, se vuole, l'individuo lo distrugge, lo rifiuta, lo caccia..come caccia Philippe. In una realtà globale dove tutto è concesso, tutto è accettato. http://www.cinemamexico.it/ è fuori in via savona,Milano..se qualcuno volesse tentare... Io la prossima volta voto Sex and the city! baciooo
April 10 STudiando,riflettendo,sentendoLa tragedia greca rappresenta il fallimento della ragione di fronte alla vita.
In Eschilo la ragione fallisce per delle COLPE INEVITABILI:Oreste,schiacciato tra il dovere vendicare il padre e il divieto di uccidere la madre, si macchierà di una colpa che non poteva eludere.
IN SOfocle la ragione fallisce per un DESTINO INEVITABILE: è proprio quando EDipo fugge,per evitare una tragica profezia, che la tragedia si compie. FUggendo il proprio destino finisce in realtà per corrergli incontro.
In Euripide la ragione fallisce per dei SENTIMENTI INEVITABILI: è MEdea che accecata dalla gelosia uccide una parte di sè (i suoi stessi figli). E' Elettra sbigottita per la sua rabbia che l'ha portata ad uccidere CLitemnestra. E' Ifigenia così attaccata alla vita e al contempo così attaccata alla Grecia e alla sua flotta.
In questi personaggi sta il vero dramma:nella consapevolezza che la tragedia la crei tu stesso.La creano le tue passioni, la tua rabbia, la tua gelosia, i tuoi attacamenti viscerali.
NOn facciamo una piega pensando a colpe e destini inevitabili:sono esterni, indipendenti da noi. MA come può un sentimento essere inevitabile? Eppure è...
Come quando stiamo senza fiato a sentirci dire ....E' ANDATA COSì... percepiamo tutto il dramma di euripide sulle nostre spalle..
..il dramma di un SENTIMENTO che non possiamo evitare di possedere...
February 29 E' vocazioni_Marte Micro_inaugurazione:8 marzo ore 17.00Una collettiva poliedrica che concretizza in immagini e sculture le diverse anime della donna. E'vocazioni è il richiamo di due mondi femminili che si contrappongono, si esaltano e si completano. Il candore delle sculture di Isabella Sugliani evoca una spiritualità sensuale, che emerge attraverso le forme plastiche di questi corpi femminili. Le figure sembrano concretizzarsi dalla terra, come donne che diventano consapevoli del loro corpo attraverso le mani dell'artista; mani che plasmano una femminilità pura e a tratti tragica: tragica come può essere la scoperta di un'essenza ancestrale.
Il bianco della terra refrattaria si contrappone al dinamismo cromatico dei ritratti anni '50 di Nerina Colombo. Le sue donne, magistralmente dipinte con una accurata tecnica ad olio, ci osservano maliziose dalle pareti, giocano con gli sguardi, si mettono in mostra, civettano con l'osservatore. Esse esprimono il desiderio di una vita tutta nuova e l'energia di una commedia americana che non teme la vivacità della donna, che esalta le proprie icone e i propri modelli: ecco che non mancano i ritratti di Audrey Hepburn, simbolo di una femminilità moderna. Donne sensuali, pure e ancestrali. Oppure donne dinamiche, civette e spensierate. Le opere delle due artiste entrano in risonanza in questa collettiva che rappresenta un' evocazione dell'universo femminile, che si rivela nelle sua varietà, complessità e sensualità...antica o moderna.
December 14 David La Chapelle_Palazzo Reale_Milano13 DICEMBRE. Mi alzo un pò prima e alle 10 sono a Milano a sborsare i 7 euro d'ingresso per la mostra di David La Chapelle.Fotografo.ARtista. Cammino nelle 22 sale per circa tre ore.A volte sbigottita, a volte colpita e ritrovata, a volte annoiata. In molti hanno bocciato la mostra ritenendola gonfiata e frutto della fama dell'artista,una malattia di massa di Hollywood. Concordo..in parte.
David La Chapelle trasforma la fotografia da mezzo a linguaggio, rende percepibile quanto essa sia un universo ancora da scoprire e potenziare.Capiamo che le fotografia ha ancora molto da esprimere e da sperimentare, che il percorso è lungo e ben lungi dall'essere terminato. Non aspettatevi onde del mare, bambini che ridono sotto la tour Eifelles, tramonti fantastici: non aspettatevi nulla di così scontato. Affreschi fotografici, ultime cene con Gesù e ragazzi di periferia, musei allagati, e donne impeccabili in scenari devastati. Le sue opere d'arte sono intrise di significati, che si intuiscono a colpo d'occhio ma si capiscono con un' attenta riflessione: sono allegorie. Allegorie moderne. Scatti d'impatto, studiati, ricercati, che mischiano le suggestioni dell'inconscio di Magritte e Man Ray con la critica al cosumo di Warhol e Oldenburg. Mettono a nudo tutto ciò che è la società oggi, per La Chapelle: una bomba di sesso, cibo, colori, compulsione comunicativa, iconomaniacalità, affollamento di desideri che si concentrano. Ed è pazzesco, ma quando esci da quella mostra, Via Vittorio Emanuele ti sembra una mega gigante fotografia di La Chapelle pure lei: c'è il manichino impeccabile, la donna al cellulare, la pubblicità con la diva a seno scoperto, i colori accecanti delle insegne, la modella vestita in modo improbabile, e beh ti manca solo gesù cristo a passeggio con il ragazzo rApper e poi è LA Chapelle in versione vita reale.Se non è arte questa...
Le note dolenti stanno invece nella struttura della mostra e nella scelta di inserire una quantità smisurata di scatti alle star. 22 sale sono tantissime: troppe. La parte centrale del percorso è costituita dai ritratti di star Hollywoodiane, che La Chapelle ha scattato per copertine di riviste, album, servizi fotografici. Belle foto,voglio dire:foto ben fatte,ma nulla al di là di questo. Un bel cartiglio recita e tenta, debolmente di spiegare "ciò che ci sta dietro": l'idea che ogni star sia un personaggio, una maschera costruita; mentre leggi pensi che il cartiglio l'avresti intitolato "La scoperta dell'acqua calda".Passeggi e vedi MArilyn MAnson come l'hai sempre visto ( assatanato), Di Caprio come nei suoi mille film, BRitney Spears come nei suoi mille video, etc etc. Nulla di eminentemente artsstico, ma solo Hollywood che celebra Hollywood, che tenta di togliersi la maschera che indossa per le copertine e il grande pubblico, per mettersi la maschera "ad arte"...e ahimè..fallisce. Gli scatti di quella lunga sessione sarebbe stato meglio lasciarli alle copertine dei Magazines.
December 03 MOSTRA: LA MAGIA DELLE COSE_ www.martemicro.itA volte in momenti quotidiani veniamo sorpresi da uno spiffero di magia: restiamo lì stupiti,incantati da una giocosa rivelazione. La Magia delle cose è il titolo della nuova mostra di M'arte micro: attraverso le opere di tre artiste la piccola galleria in Via dei Mille a Monticello si trasforma in un passaggio segreto dove il mondo della magia e quello reale si incontrano, dove ordinario e straordinario si fondono in una magica realtà. LE illustrazioni di Emanuela Colavini ci trasportano in un luogo parallelo, dove le fate preparano i biscotti, rammendano i calzini e le fatine neo maggiorenni cercano di prendere il brevetto di volo. Streghe e principesse sono presentate nel loro mondo ordinario: le sue illustrazioni sono finestre su una realtà magica fatta di particolari buffi da scoprire, di colori acquarellati, di esseri simpatici che ci sorridono.Il mondo magico nelle illustrazioni di E. Colavini è colto nella sua naturalezza e spontaneità. Questa fusione, tra l'ordinario e lo straordinario è ciò che accomuna le tre artiste: marina oldani e noemi longhi trasformano, con le loro arti, oggetti comuni...in creazioni fantastiche. Indossare un cappello in feltro da Elfo creato da Marina e prendere il tè in una tazza asimmetrica dipinta da Noemi ci fa sentire magici nell'apparente ordinarietà della vita. Marina Oldani, artista con un'esperienza ventennale nella lavorazione del feltro, crea opere da indossare per sentirsi un pò fate e un pò elfi nella propria vita umana. Il contatto con il feltro ci regala il tepore del caldo abbraccio di una sciarpa incantata, rendendo speciale una fredda giornata invernale. Noemi Longhi condensa nelle sue ceramiche un modo di vivere: Noemi decora I suoi oggetti come un bambino decora la vita:con magia e fantasia. La mostra Magia delle Cose ci fa riflettere su un diverso modo di guardare la realtà, di percepire il mistero, la sensazionalità del quotidiano, ma anche su un diverso modo di pensare alla magia. In questo connubio tra magia e quotidianeità riacquistiamo la capacità di spalancare la bocca di fronte ad un oggetto comune, riconquistiamo la parte magica di noi. Lo stupore per I colori di una creazione in feltro, la meraviglia per l'originalità di una piastrella in ceramica, la sorpresa per quel particolare disegnato che ci era sfuggito rendono questa collettiva un momento imperdibile per chi desidera essere incantato. Susanna Merlini visita il sito: http://www.martemicro.it November 06 Che cos'è per te? Mi è stato chiesto, finalmente, dopo quasi un mese di università, che cos'è per me l'arte.Inutile dire che potrei andare avanti una vita (letteralmente) a parlare di questo,ma sinteticamente rispondo a quetsa domanda con quello che fino adesso ho scoperto, con quello che per ora so: quello che penso dell'arte e in particolare dell'arte contemporanea.Riporto un pezzettino della conclusione della mia tesina di maturità.
"[...] Ciò che mi colpisce nell’arte è la capacità di materializzare in un oggetto concreto una mia domanda, di dare a questa domanda una risposta, di aprire un nuovo mondo,una nuova via inesplorata. Le vie che apre l’arte contemporanea mi appaiono più suggestive rispetto a quelle passate; le sue domande più pertinenti;le sue risposte più sconvolgenti. Ho capito che è opportuno rinunciare a criteri assoluti, che il critico moderno non dice ”questo è buono e questo è cattivo”, ma afferma “questo è passato questo è nuovo”: un’ opera è passata nella misura in cui mi pone domande già poste e mi dà risposte già avvalorate. Un’ opera non è arte nel momento in cui non ha domande da sottopormi. Esattamente come una persona è interessante perché sviluppa dubbi interessanti, ed è una “marionetta di Oreste” nel momento in cui non ha nulla da chiedere. Il desiderio è quello di conoscere a fondo il linguaggio dell’arte per poter dialogare con essa: per creare conversazioni di domande e di risposte. " 11giugno2007, Susanna Merlini October 05 La fucina di VulcanoChe cos'è un'opera d'arte se non un segreto?
"Ogni quadro è una promessa non mantenuta" dice baricco, perchè ogni quadro erige tra sè e lo spettatore un subdolo fossato. Annuncia una bellezza, che poi resta lì incompiuta e impenetrabile.
Nelle "SEGRETE" di Renzi e Lucia non c'è nessuna bellezza annunciata, nessuna promessa:una cassaforte in ferro e bronzo..nessun colore promettente e invitante,nessun racconto lasciato a metà. Ma è proprio in queste opere,quando la promessa viene meno, che si svela il segreto.Troviamo una dimensione mistica dentro una scatola in ferro e scopriamo il mistero più antico del mondo: il segreto della vita, la fusione tra le essenze, tra la fragilità femminile e la potenza maschile, tra il vetro e il ferro. Non c'è nessuna promessa, solo una verità nascosta da trovare. L'opera d'arte si apre,concretamente, svela il suo contenuto e noi non stiamo più al di quà di un fosso, ma dentro l'opera: diventiamo noi stessi opera,perchè partecipiamo al segreto che essa rappresenta,che essa contiene, che essa è.
SABATO 6 OTTOBRE: INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "LA FUCINA DI VULCANO" scultori_RENZI E LUCIA_
June 01 LA miA sceltaHo scelto L’università statale degli studi di milano,CORSO DI LAUREA IN LETTERE E STORIA DELL’ARTE
Perché voglio vivere la città di milano con la sua frenesia la sua vitalità Perché voglio un’università che sia per tutti Perché credo che lo stato sia un valore da difendere Perché voglio uscire dalle lezioni ed essere ad un passo dal Duomo Perché voglio sapere tutto di arte Perché adoro andare a vedere le mostre Perché mi piace l’idea di ripassare all’ombra di un colonnato bianco Perché l’arte mi fa emozionare Perché non riesco a rimanere in superficie di fronte ad un’opera Perché amo le parole,la letteratura,la poesia Perché non mi piace incasellare,schematizzare,sintetizzare Perché voglio un’università con le scritte sui banchi Perché il chiostro dell’università il giorno che l’ho visto mi ha messo allegria Perché all’open day anche chi non ti conosceva ti salutava Perché ci sono docenti che insegnano solo per la loro stramaledetta passione Perché sento il bisogno di seguire questa mia stramaledetta passione Perché quando da piccola pensavo all’università me la immaginavo così Perché il laterizio esterno della sede di Festa del perdono mi da l’idea di protezione Perché il chiostro con il verde dell’aiuola centrale mi da l’idea di libertà Perché ho assistito ad una lezione emozionante Perché mi sono sentita a mio agio Perchè voglio un’università con il quarto d’ora accademico
September 06 ELOGIO DEL VERSO "pIù COMPATTO DEL MARMO,PIù MALLEABILE DELLA CERA,PIù SOTTILE D'UN FLUIDO,PIù FRAGRANTE D'UN FIORE,PIù TAGLIENTE D'UNA SPADA,PIù FLESSIILE D'UN VIRGULTI.PIù CAREZZEVOLE D'UN MURMURE,PIù TERRIBILE D'UN TUONO, IL VERSO è TUTTO E PUò TUTTO .
pUò RENDERE I MINIMI MOTI DEL SENTIMENTO E I MINIMI MOTI DELLA SENSAZIONE; PUò DEFINIRE L'INDEFINIBILE E DIRE L'INEFFABILE, PUò ABBRACCIARE L'ILLIMITATO E PENETRARE L'ABISSO; PUò AVERE DIMENSIONI D'ETERNITà; PUò RAPPRESENTARE IL SOPRAUMANO, IL SOPRANNATURALE, L'OLTRAMIRABILE, PUò INEBRIARE COME UN VINO, PUò RAPIRE COME UN'ESTASI; PUò NEL TEMPO MEDESIMO POSSEDERE IL NOSTRO INTELLETTO, IL NOSTRO SPIRITO, IL NOSTRO CORPO; PUò INFINE RAGGIUNGERE L'ASSOLUTO.
uN VERSO PERFETTO è ASSOLUTO,IMMUTABILE,IMMORTALE,TIENE IN SE LE PAROLE CON LA COERENZA D'UN DIAMANTE; CHIUDE IL PENSIERO COME IN UN CERCHIO PRECISO CHE NESSUNA FORZA RIUSCIRà MAI A ROMPERE." _il piacere_ g D'annunzio |
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